Da patrimonio privato a risorsa pubblica. È questo l’obiettivo che, nel 1972, ha dato vita alla Fondazione Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo. Un’istituzione nata dalla visione e dal profondo senso di responsabilità civile di due figure legate a doppio filo alla città di Messina e al tessuto culturale del Mezzogiorno.
In oltre cinquant’anni di storia, l’ente ha saputo evolversi e ampliare i propri orizzonti, custode di un’identità rimasta intatta: generare cultura, sostenere la formazione e guidare la coesione sociale attraverso progetti concreti, mirati e capaci di lasciare il segno.
Le tappe della storia
1972 Costituzione della Fondazione con finalità educative, culturali e sociali.
1973 Prime borse di studio per laureati meritevoli delle università siciliane e calabresi.
’90 Attività culturali, collaborazioni editoriali, promozione della ricerca.
2000–2010 Consolidamento delle relazioni con enti pubblici, scuole, università.
2010–2020 Apertura a nuove forme di intervento nel sociale e nella comunicazione.
Oggi Rafforzamento del profilo istituzionale, aggiornamento dei canali digitali e nuove progettualità.
Uberto Bonino (1901–1988) è stato un banchiere, editore e parlamentare italiano, figura chiave per lo sviluppo industriale e civile del Mezzogiorno.
Ligure di nascita ma messinese d’adozione, ha saputo fondere una spiccata visione manageriale con un profondo legame verso la Sicilia. Già alla guida dei Molini Gazzi Spa e presidente della Banca di Messina, ha espresso la sua passione civile partecipando ai lavori dell’Assemblea Costituente nel 1946 e servendo il Paese per numerose legislature alla Camera e al Senato.
Il suo contributo più duraturo all’informazione si realizza nel 1952 con la fondazione della Gazzetta del Sud, nata per dare una voce autorevole e indipendente al Mezzogiorno. Ha incarnato l’ideale dell’imprenditore illuminato, convinto che il successo economico trovasse il suo valore più alto nella restituzione sociale e nella crescita culturale della comunità.
Maria Sofia Pulejo (1904–1972) è stata la guida morale e l’anima solidale della Fondazione, figura chiave per lo sviluppo sociale e il benessere del territorio.
Messinese da sempre e custode di una profonda sensibilità umana, ha saputo coniugare profonda cultura e straordinaria eleganza interiore con un acuto senso di responsabilità civile verso le comunità locali. La sua naturale propensione all’ascolto e al sostegno del prossimo ha plasmato l’identità stessa dell’ente, orientandone fin da subito le risorse verso la cura delle persone e delle fragilità.
Il suo contributo più duraturo alla coesione sociale si realizza nel dicembre 1972 quando, insieme al marito Uberto Bonino, promuove la nascita della Fondazione per trasformare il patrimonio di famiglia in un bene collettivo. Ha incarnato l’ideale della filantropia moderna, lasciando un’eredità viva che continua a mettere al centro la dignità umana e il progresso civile.