di Lucio D’Amico
Voci forti e libere sono indispensabili. In tempi di pandemia e di guerra, poter contare su organi di informazione indipendenti, radicati nei territori, autorevoli e credibili, è il sale stesso della democrazia. In pochi flash, il presidente Sergio Mattarella ha saputo cogliere il senso di questa giornata di celebrazione: i 50 anni della Fondazione Bonino Pulejo, i 70 anni della Gazzetta del Sud, i 162 del Giornale di Sicilia non sono mere ricorrenze. È il filo che lega passato e futuro, è la testimonianza di un impegno quotidiano mai venuto meno, è il Sud che parla all’intero Paese, quel ponte vero, concreto, fatto di idee, fatti, notizie, cronache, riflessioni, dibattiti, e di borse di studio e di incentivi e sostegni alle nuove generazioni, che passa dallo Stretto, che unisce Palermo a Catanzaro e Cosenza, che fa di due regioni, Calabria e Sicilia, un unico corpo vivo.
Il capo dello Stato è arrivato puntualissimo alla base militare di Marisicilia, poi con l’auto presidenziale è sceso, assieme alla figlia Laura, davanti al Teatro Vittorio Emanuele, dove è stato accolto dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e dal commissario straordinario del Comune Leonardo Santoro ed è stato poi accompagnato in platea dal presidente della Fondazione Bonino Pulejo e della Società editrice Sud, Lino Morgante, insieme con il presidente dell’Ente Teatro, Orazio Miloro. Accolto da un lungo applauso e dall’esecuzione dell’Inno d’Italia, eseguito con grande intensità dai giovani dell’Orchestra dell’Accademia della Scala, Mattarella è sembrato subito a suo agio, in questo ritorno in Sicilia, che è poi stata la prima visita ufficiale a Messina da capo dello Stato. Da 22 anni non veniva un presidente della Repubblica in riva allo Stretto.
Lui ha voluto fortemente essere presente in questa occasione, a ricevere personalmente il Premio internazionale assegnatogli dalla Fondazione e consegnatogli dal vicepresidente Francesco Pulejo, durante la cerimonia presentata impeccabilmente dalla giornalista Daniela Cacciola. «Ho conosciuto Uberto Bonino da giovane – ha detto Mattarella –, anche per questo ci tenevo a esserci». E poi aggiunge: «Mi aspettavo di essere qui da senatore a vita, non da capo dello Stato, ma questa veste mi dà l’opportunità di ribadire l’importanza di investire nel Sud e nell’informazione di qualità, ma soprattutto dimostrare la mia gratitudine nei confronti della Fondazione Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo per il riconoscimento che hanno voluto assegnarmi». E quando è stata letta la motivazione del Premio – «Guida il Paese con equilibrio, coerenza, fermezza e intensa passione un siciliano specchio della Costituzione, capace di conquistare il cuore degli italiani. Con autorevolezza promuove i valori della coesione, del Paese, delle libertà individuali in armonia con gli interessi della comunità e dell’Unità dell’Europa. Con il suo operato contribuisce a consolidare, in tempi difficilissimi, il prestigio della Repubblica italiana sulla scena internazionale» – Mattarella è parso visibilmente commosso. Uomo del Sud, garante dell’Unità d’Italia, ambasciatore di cultura e di pace, forte difensore dei principi costituzionali.
Le sue affermazioni sono state davvero un inno alla democrazia e alla libertà d’informazione. «Come vediamo anche in un periodo di guerra come quello che stiamo vivendo, è fondamentale avere organi di stampa indipendenti. Gli avvenimenti di oggi pongono delle sfide per ciascuno di noi: lo abbiamo visto di fronte alla pandemia, bisogna contrastare la cattiva informazione, i presunti complotti e le teorie fantascientifiche. Non saremmo oggi qui, se non ci fosse stata la scienza, accompagnata da una sana e corretta informazione. Gli organi di informazione hanno un ruolo fondamentale e prezioso: la guerra in Ucraina sta ricordando a tutti noi, ancora una volta, l’assoluta necessità di non subire false notizie e conoscere la verità». E Mattarella ha voluto dare questo riconoscimento alla Gazzetta del Sud «che da sette decenni unisce la Sicilia e la Calabria, ed è una realtà solida, indipendente e libera, cosa che mi fa piacere evidenziare. La presenza di testate locali con un forte rapporto con le comunità territoriali sono un presidio di democrazia e partecipazione alla crescita dell’Italia». E che ciò avvenga al Sud, è di fondamentale rilevanza: «Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono una storica opportunità per rendere il nostro Paese più efficiente, una sfida che diventa ancora più importante e prioritaria per i giovani del Sud».
Ad accogliere il presidente e a ringraziarlo per la sua presenza e per il ruolo che ha avuto e continua ad avere come garante dell’unità del Paese, è stato Lino Morgante. Un intervento, quello del presidente della Fondazione Bonino Pulejo e della Ses Gazzetta del Sud-Giornale di Sicilia, che ha ribadito, con forza, la funzione essenziale di un’informazione professionale e di qualità, profondamente radicata nei territori e nella Storia, ma con lo sguardo proiettato sempre al futuro, perché anche i momenti più difficili, le sfide più tremende, sono, possono e devono essere, opportunità di crescita. Morgante ha ricordato la “mission” svolta in questi 50 anni dalla Fondazione, intitolata al cav. Bonino e alla consorte Maria Sofia Pulejo, con la consegna di Borse di studio che hanno consentito a migliaia di siciliani e calabresi di avere occasioni per approfondire le proprie ricerche, per confrontarsi a livello internazionale, nei migliori Atenei d’Italia, d’Europa e del mondo. E ha evidenziato come il filo conduttore dei 70 anni della Gazzetta del Sud sia stato sempre quello di una voce libera e indipendente, «senza sigle» (fu il titolo del fondo dell’allora direttore Gino Bruti nella prima pagina del primo numero del quotidiano nato, la domenica di Pasqua, il 13 aprile del 1952, in via XXIV Maggio a Messina), al servizio dei propri lettori. Morgante ha sottolineato come, in questo momento, non si può non essere solidali con la popolazione ucraina e con chi sta soffrendo per la guerra, «a un passo da noi» ed è per questo che si è scelto di affidare alla Musica, e al suo linguaggio universale, il più suadente e potente messaggio di Pace.
© RIPRODUZIONE RISERVATA