7 Dicembre 2025
Riccardo D'Andrea

Con i loro scrigni di storia, cultura e tradizioni, Sicilia e Calabria spesso sono “in vetrina”. Tra quanti li hanno raccontati e li raccontano c’è il giornalista e divulgatore scientifico Roberto Giacobbo, ospite d’onore dell’evento. Nei suoi programmi tv, ha più volte attraversato i territori del profondo Sud. Con documentari e interviste ne ha mostrato i beni più preziosi. «Sono qui per condividere un’esperienza, un’emozione, un momento di vita», ha detto nel suo intervento sul palco del Teatro Vittorio Emanuele. «La cultura, specialmente se rapportata alle nuove generazioni, deve passare attraverso un linguaggio semplice, diretto, gioioso, divertente». Perché «imparare è un piacere, un piacere per la mente». Per Giacobbo, «questo è un premio a chi dà luce al patrimonio culturale. Questa manifestazione esalta e valorizza il lavoro di persone che dedicano tanto impegno alla cura di questo mondo. I Carabinieri sono un punto di riferimento importante, quindi li ringrazio profondamente, perché con attenzione e con un aggiornamento costante di tecnologie e con la loro preparazione riescono a ridarci dei tesori spettacolari».

Dopo aver citato un aneddoto in una sua intervista a Luc Montagnier – peraltro insignito in passato del Premio Bonino Pulejo nel 1993 – e sottolineato il valore di rendere fruibili i contenuti anche ai dislessici, il giornalista si è soffermato su due «emozioni» provate in Sicilia e Calabria. «Vi parlo di due opere d’arte che non mi aspettavo – ha rimarcato –. A me piace trovare il fantastico nella storia e il vero nella leggenda». E in ciò si è imbattuto sull’Etna, «circondata da molte piramidi, senza stanze, senza tombe, qualcosa che continuava a fuggire. Ebbene, si è scoperto che hanno la funzione di rallentare la corsa delle colate laviche, frantumandole. In Calabria, invece, ho visto un bosco di alberi fantastici, millenari. Dovremmo imparare a gestire meglio la vita della vegetazione che sta intorno a noi».

Infine, un appello: «Facciamo squadra. Io metto a disposizione la mia persona, il mio modo di comunicare all’Arma dei carabinieri per le prossime scoperte, per i prossimi salvataggi. Posso essere un altoparlante al vostro servizio per far vedere la vostra bravura e il vostro impegno», ha concluso rivolgendosi agli alti ufficiali presenti in sala.

© RIPRODUZIONE RISERVATA