Giuseppe Lo Re
Gratitudine: quella espressa dai Carabinieri per il prestigioso riconoscimento e quella manifestata dal Paese al Comando Tutela Patrimonio Culturale per l’attività svolta a difesa dei tesori della nostra storia.
«Siamo profondamente grati per questo ambitissimo tributo della Fondazione “Bonino Pulejo”, che va alla professionalità, alla competenza e alla passione con cui i Carabinieri dell’arte contribuiscono all’affermazione della legalità, in un contesto particolare nel quale si disvela anche l’identità italiana», ha detto il comandante della sezione speciale, generale di Brigata Antonio Petti, ritirando il Premio dal presidente Lino Morgante. «Con la FBP abbiamo una coincidenza funzionale, pur con ruoli diversi, sempre al servizio del bene comune», ha aggiunto il comandante interregionale dei Carabinieri “Culqualber”, generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, sottolineando «l’importanza del messaggio lanciato dalla Fondazione».
Costituito nel 1969 precedendo di un anno la Convenzione Unesco di Parigi del 1970, il Comando Tpc è inserito nell’ambito del Ministero della Cultura quale ufficio di diretta collaborazione. Donne e uomini altamente qualificati, come ha sottolineato il ministro Guido Crosetto nel messaggio letto in apertura di cerimonia, che «ogni giorno operano con competenza e dedizione per proteggere l’immenso patrimonio storico-artistico italiano». È a questa squadra specializzata che si deve il recupero di milioni di opere d’arte rubate, la scoperta di altrettanti falsi e il contrasto quotidiano al mercato nero.
Fiore all’occhiello è la Venere di Morgantina: le indagini dei Carabinieri sono state determinanti per la restituzione del capolavoro del V secolo a.C. trafugato dal sito archeologico siciliano e finito al Paul Getty Museum di Los Angeles. Ma è solo la punta di un iceberg cresciuto sull’impegno e sui risultati costanti, l’ultimo dei quali è – per non andare oltre la punta dello Stivale – l’individuazione di dodici manufatti greci del IV secolo a.C. recuperati tra Venezia e Torino e destinati al Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Tra «i molteplici risultati conseguiti», lo stesso Crosetto ha citato il recupero, lo scorso 30 ottobre, di una pagina miniata del Quattrocento raffigurante la Vergine col Bambino, trafugata negli anni ’80 dalla Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma.
Per i meriti maturati nella tutela dei Beni Culturali, alla Bandiera dell’Arma sono state attribuite 7 medaglie d’oro e nel 2013 il Comando stesso è stato insignito del Diploma di 1ª classe, con medaglia d’oro, ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte. Formazione e aggiornamento tecnologico continui fanno del Tpc un unicum nel panorama mondiale. «Diciamo con una punta di orgoglio che siamo un’eccellenza internazionale», ha ammesso il generale Petti facendo fra l’altro riferimento alla preziosa risorsa di una banca dati con 1,3 milioni di reperti censiti e ad una costante attenzione all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale.
In occasione della cerimonia i Nuclei Tpc di Siracusa e Palermo, quest’ultimo rappresentato dal comandante Vincenzo De Felice, hanno allestito nei locali del “Vittorio Emanuele” di Messina – messi a disposizione dal presidente dell’Ente Teatro Orazio Miloro, – un’esposizione di monete e reperti di epoca etrusca ed ellenica, rinvenuti durante alcune operazioni. Anch’essi fanno parte del patrimonio di Bellezza restituito alla comunità.
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