14 Marzo 2022
di Sebastiano Caspanello

Dove non arriva un manufatto in acciaio e cemento, narrato dai tempi delle guerre puniche, ma mai realizzato, può arrivare un giornale. Il “ponte” ideale, culturale e informativo tra Sicilia e Calabria, le due regioni in cui la Gazzetta è “di casa”, ieri rappresentate dai rispettivi vertici, che non hanno potuto che sottolineare un ruolo storico, che va ben oltre l’editoria. 

 

Il primo ad arrivare al “Vittorio Emanuele”, tra i due governatori, è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria da meno di sei mesi, accompagnato dalle parlamentari forziste Matilde Siracusano e Stefania Prestigiacomo. Occhiuto si rifà ad una vecchia legge non scritta da queste parti: «La Gazzetta è il giornale istituzionale per eccellenza, si dice sempre che una notizia non è vera se non viene scritta sulla Gazzetta». Un giornale ponte, ribadisce Occhiuto, che «unisce due regioni che meriterebbero di essere unite da un ponte vero». Il governatore porta con sé «l’apprezzamento e il riconoscimento dei calabresi per un’iniziativa editoriale di grande importanza». E ricorda come «lo stabilimento della Ses a Messina sia uno dei più importanti del Mezzogiorno. La dimostrazione che si può fare buona impresa anche al Sud». E poi il ruolo dell’informazione, al centro di tutto, «utile a costruire la coscienza dei calabresi e dei ragazzi in particolare. L’informazione è fondamentale – conclude Occhiuto – per continuare a dimostrare che mafia e ‘ndrangheta uccidono i diritti».

 

 L’ultimo a scendere dall’auto blu, invece, perché chiamato al prestigioso compito di accogliere il capo dello Stato, è il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore alla Salute Ruggero Razza (con largo anticipo erano già in teatro il vicepresidente Gaetano Armao e l’assessora Daniela Baglieri). 

 

Musumeci esordisce con un accorato «buon compleanno» ad un giornale «che non solo ha accompagnato la storia della Sicilia e della Calabria in questo lungo dopoguerra, ma è stato anche una palestra straordinaria di giornalisti. Una solida società editoriale, che rappresenta una delle voci più importanti della carta stampata». Un’occasione, quella di ieri, che Musumeci coglie per ribadire la necessità di «riflettere sull’assurda riforma che porterà alla chiusura delle piccole emittenti. Non soltanto manderemo per strada tanti giovani giornalisti, ma spegneremo le antenne dell’informazione locale, che rappresenta un punto di riferimento essenziale per il territorio». 

 

Secondo Musumeci, che rivendica la ricostituzione di un vero ufficio stampa a Palazzo d’Orléans, «mai come in questo momento c’è bisogno di diffondere la presenza giornalista nelle strutture pubbliche e private, c’è troppo caos, troppa pirateria». Ma il governatore siciliano intravede un futuro roseo: «Sarà una stagione di rilancio per la carta stampata, sia a Vinitaly che alla Bit mi sono convinto di quanto la Sicilia sia diventata un brand assai richiesto. Portiamo con noi uno zaino pieno di futuro». 

 

Molti i rappresentanti delle istituzioni in platea, tra i quali la senatrice Grazia D’Angelo e i deputati Nino Germanà, Maria Flavia Timbro e Angela Raffa. A rappresentare il Governo Draghi, invece, c’è il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, che si dice «felice ed onorato di partecipare ad un evento così importante in cui si festeggia il settantenario della Gazzetta del Sud, che garantisce una informazione libera, puntuale e corretta, svolgendo un servizio fondamentale di contrasto alla disinformazione, ed il cinquantesimo anniversario della Fondazione presieduta da Lino Morgante, che da sempre arricchisce, con iniziative lodevoli, la vita culturale del Paese».

 

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