di Valerio La Torre
C’era tutta la grande musica ma anche la nobile tradizione del repertorio bandistico, nell’applaudito concerto che la Banda dell’Arma dei Carabinieri ha proposto al teatro “Vittorio Emanuele”, per la cerimonia del XVIII Premio Internazionale Bonino Pulejo. Sul podio, a dirigere la formazione con gesto chiaro e impeccabile, il Maestro colonnello Massimo Martinelli.
In apertura lo scenografico ingresso in sala sulle note di una pagina meno nota, ma certamente non minore, di Beethoven, ossia la marcia “Zapfenstreich” n. 1 in do maggiore. A seguire, la compagine ha proposto un pregevole omaggio al teatro d’opera, a cominciare dalla Fantasia sui temi della “Norma” di Bellini, e proseguendo con la cavatina “Largo al factotum” dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini, la romanza di Calaf “Nessun dorma” da “Turandot” di Puccini e la virtuosistica aria della Regina della notte dal “Flauto magico” di Mozart. E non si poteva non dedicare ampio spazio alla forma della marcia militare, declinata secondo stili e sonorità eterogenee dai 120 elementi in alta uniforme sul palcoscenico: dai clangori di “Lezginka”, dal balletto “Gayane” di Chacaturjan, alla trionfale “Fame and glory” di Matt, fino all’Inno al Re delle Due Sicilie di Paisiello e alla marcia d’ordinanza dell’Arma, “La Fedelissima” di Cirenei. A completare il piacevolissimo programma due momenti dedicati a Morricone, con i coinvolgenti temi composti per il film “Baarìa” e la celestiale “Gabriel’s oboe” da “Mission”, e un brano dello stesso maestro Martinelli dal titolo “Una sera di settembre”. Tra le ovazioni del pubblico, il concerto si è concluso sulle note del “Canto degli italiani”.
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